Che lo vogliate o no, ci sono spettacoli proiettati nella nostra mente ogni venerdì sera, scelte giuste o sbagliate fatte sempre con lo stesso piede, decisioni prese in un secondo ed altre rimandate all’infinito.
Che lo vogliate o no, il nostro cervello ha acquisito il suo imprinting già a 3 anni di vita, crediamo di avere il controllo della nostra mente ma sappiamo che in fondo non è vero. Controlliamo liberamente solo il 20 per cento di questa fantastica macchina della natura, tutto il resto è influenzato costantemente dalle nostre esperienze d’infanzia, dal nostro vissuto in quei 3 anni di vita.
Che lo vogliate o no, venerdì sera, danno il solito film.
Whether you like it or not, there are shows projected in our mind every friday night, right or wrong choices made with the same foot, decisions made in a second and other postponed indefinitely.
Whether you like it or not, our brain has already acquired its imprint to 3 years of life, we believe we have control of our mind but we know that basically it is not true. We control only a 20 per cent of the of this fantastic machine, everything else is constantly influenced by our childhood experiences, from our experience in those 3 years of life.
Whether you like it or not, friday night, giving the usual movie.

Secondo me, caro Doc, alcuni di noi riescono ad utilizzare un pizzico in più di quel 20% di cui parli – che comunque basta e avanza – ed altri, invece, molto ma molto meno.
Mi piace la ripetizione ossessiva presente nell’immagine.
Non è un numero, il 20, che ho detto a caso. E’ il risultato di uno studio sulle neuroscienze pubblicato proprio di recente. Come in tutti gli studi, il risultato è la media statistica. Ci sono quindi, come dici tu, persone che controllano più del 20 e ed altri molto meno…. Si sa già da molti anni, però, che molto di quello che siamo da un punto di vista cerebrale, è il risultato di una architettura cerebrale edificata nei primi 3 anni di vita. Poi la vita esterna fa il resto….E’ interessante però sottolineare, quanto “crediamo” di fare come vogliamo e quanto invece facciamo decidere alla nostra “architettura” neuronale, che prende il sopravvento la maggior parte delle volte.