Non sto mica pettinando le bambole – I’m not combing the dolls

Questo articolo è dedicato ai miei due cari amici Pika e San che usano spesso questa espressione per descrivere le loro giornate di lavoro. Probabilmente, pettinare le bambole è un qualcosa che facevano le bambine degli anni 50, prima dell’avvento di Barbie con la sua criniera minuta che richiedeva poche cure. Quando passeggiando per Chicago  mi imbatto in un grattacielo con un enorme logo “American Girl”, penso subito che si tratti di abbigliamento, magari un nuovo brand di costumi. Non capisco, proseguo ed entro a curiosare. Asensore, 6 piano, si aprono le porte e mi trovo in “Alice nel Paese delle Meraviglie”, è tutto a tinte rosa intorno a me, bambine e signore che corrono ovunque e la prima stanza in cui entro è………Un parrucchiere per bambole? Esiste un posto dove pettinano le bambole a pagamento?  Parrucchiere professioniste acconciano i capelli a bambole bulimiche su poltroncine rosa? ORRORE. Questo è nulla, inizio ad andare di matto, corro su e giù per i piani dell’edificio. Ci sono bambole ovunque, tutte simili, tutte diverse. Cloni di cloni. Puoi costruire la tua gemella e la tua bambola avrà il tuo viso, i tuoi capelli, il tuo vestito, il tuo trucco.

This article is dedicated to my dear friends  San and Pika, who often use this expression to describe their work days. Probably, girls combed her dolls in the 50’s, before the advent of Barbie with her fine hairstyle that required just a little care. Walking along  Chicago I see a skyscraper with a giant logo “American Girl” and immediately think that it is a new clothing store, maybe a new brand of swimsuit. I don’t understand. I continue to look around and decide to enter. Lift, 6 floor, the doors open and I’m in Alice in Wonderland, everything is in pink hues around me, girls and ladies that run everywhere and the first room that I find is…….Is a doll hair saloon? Is there a place to comb the dolls to pay for? Professional hairdresser who styled the hair of bulimic dolls on  pink chairs? HORROR. This is nothing, start to go crazy, I run up and down the building. There are dolls everywhere, all similar, all different. Clones of clones. You can build your mate and your doll will have your face, your hair, your dress, your makeup.

Doll Hair Saloon

In un angolo trovo mamme che ordinano indumenti su misura per le bambole e le loro padrone.Un attimo, non sto rendendo l’idea. In questo grattacelo, puoi trovare qualsiasi bambola American Girl come la desideri: indiana, cavvallerizza, infermiera, falegname, pompiere, disabile ed ancora accessori di ogni genere. Qualsiasi cosa la tua mente malata possa immaginare.

In one corner I find mothers who order custom-made clothing for the dolls and their owners. One moment, I’m not making the idea. In this skyscraper you can find any American Girl doll as you wish: indian, horsewoman, nurse, carpenter, firefighter, disabled and again all sorts of accessories  your sick mind could imagine.

Un attimo, mi imbatto nell’ospedale delle American Girl ma non è un classico ospedale per bambole, dove artigiani premurosi riparano la tua bambola. Qui, le bambole aspettano in sala di attesa su di una sedia a rotelle, hanno le stampelle o portano protesi…….

One moment, I find the hospital of American Girl: it is not a classic doll hospital, where caring craftsmen repair your toy, here dolls waiting in a wheelchair, walking with crutches or they have a prosthesis…………

Emergency Room...

Non è finita, scendo al 2 piano e mi accorgo che American Girl esiste anche nelle versioni neonato, lattante ed adolescente.

It is not over, I go down to the 2 floor and I realize that American Girl is also available in infant, child and a teenager version.

Chiedo ad una mamma di fotografare la bambola della figlia ma risponde di no e copre subito il volto della bambola.

Vi rendete conto di cosa stiamo parlando? Se avessi una figlia e mi chiedesse di farsi  i capelli come la sua bambola, non esiterei a scegliere. 44 Magnum Smith & Wesson e proiettili DUM DUM!!

E voi cosa ne pensate?

I ask a mother to photograph  her daughter’s doll, but she says no and covers the face of the doll.

Do you realize what we’re talking about? If I had a daughter and she asked me to get hair like her doll, I would not hesitate to choose. Smith & Wesson 44 Magnum and DUM DUM bullets!

What do you think about?

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8 thoughts on “Non sto mica pettinando le bambole – I’m not combing the dolls

  1. Incredibile…. senza parole!
    L’articolo e’ fantastico… diciamo che hai fatto sul blog un inizio col botto Lu’… leggendo il titolo ho sorriso, proseguendo nella lettura sono rimasto sempre più’ esterrefatto! Non ave i mai creduto che fosse esistito un luogo del genere!
    Se Anastasia un giorno ponesse la stessa domanda a me, credo che chiamerei subito mio fratello (campione italiano passato di tiro a volo) per farmi dare qualche dritta!!!

    Complimenti e in bocca al lupo Doc, ci stai abituando sempre meglio col blog!!

  2. Beh che dire….
    oltre ad aver creato un articolo interessantissimo e curioso ,accompagnato da altrettante immagini….
    Il tutto mi lascia pensare che gli Ammericans, non stanno così’ bene con la capoccia…
    Per varie ragioni, se non avessi menzionato che stavi a Chicago, avrei erroneamente associato il tutto al Giappone.

  3. Grazie per le risposte. Personalmente viaggiando, trovo sempre meno cose che mi stupiscono e mi meravigliano, il prezzo da pagare per la mondializzazione. E’ singolare essere meravigliati per una cosa del genere e vedere tanta gente intorno a te che non lo è. Prima o poi arriveremo a dei cloni bambini o qualcosa di simile, come nello splendido film di Spielberg “AI”, è solo una questione di tempo ne sono certo.

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